martedì 25 marzo 2014

Come fare uno zaino delle “72 ore” (bug of bag)

Cos'è il Bug of bag o zaino delle 72 ore?

E' un contenitore portatile con dentro il necessario per poter vivere in totale autonomia per tre giorni.
A differenza degli equipaggiamenti di sopravvivenza pensati per situazioni a lungo termine, il BOB è concepito per riuscire a sopravvivere in un tempo relativamente breve, in attesa dei soccorsi (se non prevedete che ne arriveranno mai...questo è un argomento che va trattato a parte).

E' importante una precisazione: non improvvisatevi mai, per nessuna ragione al mondo, soccorritori, a meno che non abbiate frequentato un corso di primo soccorso, o siate personale medico.
Dobbiamo sempre ricordare che, dare il proprio aiuto è importante, ma il troppo zelo può essere dannoso.

Il possesso di un BOB è consigliato dalla Protezione Civile e, in paesi come il Giappone è ormai una prassi consolidata.
Nel web si trovano numerosi suggerimenti per creare un BOB. Basta metterli in pratica e cercare di personalizzarlo il più possibile per renderlo adatto alle nostre esigenze personali.
In linea di massima ciò che serve è: 


- Uno zaino capiente e integro. I migliori sono quelli per escursioni in montagna. 

·      - Sacco a pelo
- Almeno due/tre litri di acqua.
- Pastiglie potabilizzanti.
- Stoviglie, gavette o altro contenitore per scaldare liquidi e per preparare il cibo.
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Fiammiferi antivento, liquidi infiammabili (tipo ricarica per zippo) o esche per accendere un fuoco, paracord (in alternativa corde e spago).
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  Cibo non deteriorabile quale scatolame, cibo preparato (risotti e spaghetti pronti per intenderci),cracker, gallette, zucchero, miele, marmellate, thè e caffè. Questi ultimi servono più come “incentivo psicologico” ma in certi momenti ciò può fare la differenza.
Al fine di ricavare le quantità,basta considerare che mediamente un uomo adulto sportivo ha bisogno di circa 2800 kcal, calcolate le calorie date dai singoli alimenti e suddividete tutto per 3 pasti principali per 3 giorni. Per esperienza trovo più pratico il cibo in scatola che i vari risotti già pronti.
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Medicine di primo soccorso e personali quali ad esempio antidolorifici, antipiretici (tachipirina), antistaminici (aerius), antiinfiammatori steroidei (bentelam), spray per l’asma (ventolin), e qualche antibiotico (ovviamente da usare in caso di estrema necessità).-Cerotti, garze, cotone (utile anche per creare esche per il fuoco), spago o paracord.
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Vestiti per tutte le stagioni (una volta fatto speriamo che lo zaino resti inutilizzato…non bisogna pensare a fare il cambio stagione). Importante avere un poncho e scarpe di ricambio.
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Un coltello (come attrezzo), un coltellino multiuso (svizzero). La presenza del coltello nello zaino non deve essere intesa come possibile arma per fronteggiare l’esercito di zombie di “The walking dead” Il coltello è un attrezzo per tagliare (ad esempio) legna da ardere, corde per tiranti, macellare animali per cibarsene ecc…in alcune situazioni l’inventiva è più importante del possesso delle armi.
- Il necessario per l'igiene personale.

- Carta igienica, fazzoletti di carta e buste di plastica.
-Fotocopia dei documenti personali.
- Denaro contante.
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Una radio o altro sistema utile per comunicare. 

- Torce o lumini elettrici.



Lo zaino andrà controllato non più di una volta l’anno in modo da sostituire alimenti (consumandoli, non gettandoli) e medicine prossime alla scadenza.
Nella preparazione del BOB bisogna tenere conto anche di condizioni climatiche del posto dove si vive, e di predisposizioni naturali.
Se il clima è particolarmente torrido, bisogna considerare che tre litri di acqua potrebbero essere pochi per cucinare e dissetarsi.
Vivendo in zone particolarmente fredde il solo sacco a pelo non potrebbe essere sufficiente ad una adeguata protezione etc.etc.
Il modo migliore è quindi testare il proprio zaino “sul campo”. Per questo sarebbe utile fare delle simulazioni dove rendersi conto della efficacia del proprio BOB.
Per fare ciò io ho scelto di portarmi lo zaino delle 72 ore durante le escursioni (ad eccezione del grosso coltello per evitare di passare guai legali durante un eventuale controllo!).
Da ricordare, però, che uno zaino da escursionismo ha però una funzione diversa dal BOB.
Tuttavia uso lo stesso zaino e componenti sia escursione siacome BOB, in modo da non rifarlo ogni volta che serve alle “esigenze” anche perché mi interessa più vedere l’efficacia dello zaino di emergenza che quella di un ipotetico zaino da escursione.





domenica 16 marzo 2014

Riflessioni di una kravist

Krav Maga, i miei come e i miei perché. Non è il fascino delle armi o di un combattimento di arti marziali, perché il mio interesse per le armi è puramente teorico, e oltretutto non ha nulla a che vedere con loro; i combattimenti sono belli e ipnotici, ma le arti marziali sono un'altra cosa.
Il mio come non mi soddisfa pienamente, perché per un motivo o per un altro non riesco ad avere una effettiva costanza e soprattutto sono molto lenta nell'imparare, anche per miei limiti di personalità.

 Delle diverse attività svolte durante le lezioni, tra tecniche di difesa, circuito distruggi-fiato, tecniche a terra, affinamento tecniche al sacco o con i colpitori, sparring e allenamento sotto stress, trovo utilissime ma altrettanto complicate le ultime due, almeno per me. 
Qui giungiamo pian piano al mio perché: sono il tipo di persona che, se si trova in una situazione di pericolo, rimane paralizzata; il panico e la paura mi bloccano invece di farmi reagire. 
Al di là dell'apprendimento tecniche, che sono utili e mirate al minor danno plausibile e non solo possibile di chi si difende, queste vengono messe in pratica in situazioni il più realistico possibile: liberarsi da una presa al collo, quando sai di stare provando le tecniche e hai tutta la calma e il controllo del mondo, è un conto. Liberarti mentre qualcuno più forte di te ti spinge fino a stringerti contro il muro della palestra, è un altro. Questo è quello che si deve fare per capire effettivamente cosa sia provarle sul campo (e certamente non è comunque come trovarsi realmente in mezzo ad una situazione del genere).
 L'allenamento sotto stress è sul serio stressante, pesante e a volte frustrante, prevede diversi step e ancora dopo tanto tempo mi trovo spiazzata e mentalmente impreparata, ma è esattamente ciò che serve per allenare la mente a reagire, a non subire passivamente, ma anche a saper mantenere il controllo, a gestire lo stress di brutte situazioni, a non buttarsi subito a capofitto se non c'è effettivo pericolo (certo questo per me non è problema visto che ho la situazione opposta) e a guardarsi le spalle.
 La miglior difesa è prevenire, valutare, non peggiorare la situazione. Ma se proprio la situazione è pericolosa e non c'è via d'uscita, a fare il possibile per mantenere la propria incolumità. Ecco il perché pratico Krav Maga.

Agata Causale