lunedì 5 maggio 2014

Max Brooks - Manuale per sopravvivere agli zombi

Siete convinti che l'apocalisse zombi arriverà presto?
Siete fan sfegatati di The walking dead?
Sognate ardentemente di essere Daryl Dixon e state già risparmiando per comprarvi la sua fantastica balestra?
Bene, allora potete anche cliccare sulla X in alto e andare altrove.







 Titolo: Manuale per sopravvivere agli zombi
Autore: Max Brooxs
 Editore: Einaudi
Data di pubblicazione:2003
Pagine:315
Isbn:978-99-06-21126-4
Prezzo: 12,50 euro
 
Un preambolo necessario per spiegare cosa NON è il libro di cui si parla: Manuale per sopravvivere agli zombi.
Chi è, intanto, l'autore? Max Brooks è un umorista americano, figlio della premiata coppia Mel Brooks e Anne Bancroft. Già premiato autore televisivo, ha deciso di regalare al mondo la sua incommensurabile saggezza, introducendo il lettore in un campo decisamente scottante.
Tutti conosciamo la terribile minaccia zombi. Si, le viscide e putride creature non morte che attaccano l'uomo a tradimento, infestando il mondo e conquistandolo a poco a poco. E' possibile difendersi da questa orrida minaccia? Dando per scontata la loro esistenza, si.
Con un'incredibile serietà, Brooks presenta al lettore il perfetto manuale per difendersi dagli zombi e sopravvivere ad una loro eventuale invasione.
Tralasciando un piccolissimo particolare. Quale? Si, in effetti gli zombi non esistono. Ma non è questo il punto. Sebbene l'intento umoristico sia chiaro, quello che viene presentato nelle pagine di questo manuale è pur sempre una dettagliata guida alla sopravvivenza. Quella vera. Quella che si rende necessaria in caso di guerra o qualsiasi altra catastrofe che costringa l'uomo a mettere in discussione la propria esistenza.
Quindi, posto che l'utilità di comprare un manuale di difesa contro gli zombi è dubbia, non lo è quella di leggere comunque il testo di Brooks.
Oltre a essere ben scritto ed esaudiente, è una lettura interessante per chi è interessato alla tematica zombi. La parte più utile al riguardo è l'ultima, che descrive una serie di attacchi zombi nella storia, descritti in maniera realistica. Personalmente, a lettura ultimata, mi sono sentita un attimo interdetta. Ricordando subito dopo che NO, non ci sono gli zombi, anche se Brooks è così bravo nel convincere il lettore del contrario.

Tirando le somme, vale la pena la lettura? Assolutamente si, sia che siate appassionati di zombi, sia che vi interessi la sopravvivenza, sia che abbiate voglia di una lettura disimpegnata ma diversa dalle solite.

martedì 15 aprile 2014

Un po' di foto - lezione Etna Shooting Club

Quando il gioco si fa duro...bisogna postare le foto.
Scherzi a parte, ecco le immagini del corso mensile di krav maga presso il poligono di tiro  Etna Shooting Club.

Enjoy!

martedì 25 marzo 2014

Come fare uno zaino delle “72 ore” (bug of bag)

Cos'è il Bug of bag o zaino delle 72 ore?

E' un contenitore portatile con dentro il necessario per poter vivere in totale autonomia per tre giorni.
A differenza degli equipaggiamenti di sopravvivenza pensati per situazioni a lungo termine, il BOB è concepito per riuscire a sopravvivere in un tempo relativamente breve, in attesa dei soccorsi (se non prevedete che ne arriveranno mai...questo è un argomento che va trattato a parte).

E' importante una precisazione: non improvvisatevi mai, per nessuna ragione al mondo, soccorritori, a meno che non abbiate frequentato un corso di primo soccorso, o siate personale medico.
Dobbiamo sempre ricordare che, dare il proprio aiuto è importante, ma il troppo zelo può essere dannoso.

Il possesso di un BOB è consigliato dalla Protezione Civile e, in paesi come il Giappone è ormai una prassi consolidata.
Nel web si trovano numerosi suggerimenti per creare un BOB. Basta metterli in pratica e cercare di personalizzarlo il più possibile per renderlo adatto alle nostre esigenze personali.
In linea di massima ciò che serve è: 


- Uno zaino capiente e integro. I migliori sono quelli per escursioni in montagna. 

·      - Sacco a pelo
- Almeno due/tre litri di acqua.
- Pastiglie potabilizzanti.
- Stoviglie, gavette o altro contenitore per scaldare liquidi e per preparare il cibo.
- 
Fiammiferi antivento, liquidi infiammabili (tipo ricarica per zippo) o esche per accendere un fuoco, paracord (in alternativa corde e spago).
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  Cibo non deteriorabile quale scatolame, cibo preparato (risotti e spaghetti pronti per intenderci),cracker, gallette, zucchero, miele, marmellate, thè e caffè. Questi ultimi servono più come “incentivo psicologico” ma in certi momenti ciò può fare la differenza.
Al fine di ricavare le quantità,basta considerare che mediamente un uomo adulto sportivo ha bisogno di circa 2800 kcal, calcolate le calorie date dai singoli alimenti e suddividete tutto per 3 pasti principali per 3 giorni. Per esperienza trovo più pratico il cibo in scatola che i vari risotti già pronti.
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Medicine di primo soccorso e personali quali ad esempio antidolorifici, antipiretici (tachipirina), antistaminici (aerius), antiinfiammatori steroidei (bentelam), spray per l’asma (ventolin), e qualche antibiotico (ovviamente da usare in caso di estrema necessità).-Cerotti, garze, cotone (utile anche per creare esche per il fuoco), spago o paracord.
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Vestiti per tutte le stagioni (una volta fatto speriamo che lo zaino resti inutilizzato…non bisogna pensare a fare il cambio stagione). Importante avere un poncho e scarpe di ricambio.
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Un coltello (come attrezzo), un coltellino multiuso (svizzero). La presenza del coltello nello zaino non deve essere intesa come possibile arma per fronteggiare l’esercito di zombie di “The walking dead” Il coltello è un attrezzo per tagliare (ad esempio) legna da ardere, corde per tiranti, macellare animali per cibarsene ecc…in alcune situazioni l’inventiva è più importante del possesso delle armi.
- Il necessario per l'igiene personale.

- Carta igienica, fazzoletti di carta e buste di plastica.
-Fotocopia dei documenti personali.
- Denaro contante.
-
Una radio o altro sistema utile per comunicare. 

- Torce o lumini elettrici.



Lo zaino andrà controllato non più di una volta l’anno in modo da sostituire alimenti (consumandoli, non gettandoli) e medicine prossime alla scadenza.
Nella preparazione del BOB bisogna tenere conto anche di condizioni climatiche del posto dove si vive, e di predisposizioni naturali.
Se il clima è particolarmente torrido, bisogna considerare che tre litri di acqua potrebbero essere pochi per cucinare e dissetarsi.
Vivendo in zone particolarmente fredde il solo sacco a pelo non potrebbe essere sufficiente ad una adeguata protezione etc.etc.
Il modo migliore è quindi testare il proprio zaino “sul campo”. Per questo sarebbe utile fare delle simulazioni dove rendersi conto della efficacia del proprio BOB.
Per fare ciò io ho scelto di portarmi lo zaino delle 72 ore durante le escursioni (ad eccezione del grosso coltello per evitare di passare guai legali durante un eventuale controllo!).
Da ricordare, però, che uno zaino da escursionismo ha però una funzione diversa dal BOB.
Tuttavia uso lo stesso zaino e componenti sia escursione siacome BOB, in modo da non rifarlo ogni volta che serve alle “esigenze” anche perché mi interessa più vedere l’efficacia dello zaino di emergenza che quella di un ipotetico zaino da escursione.





domenica 16 marzo 2014

Riflessioni di una kravist

Krav Maga, i miei come e i miei perché. Non è il fascino delle armi o di un combattimento di arti marziali, perché il mio interesse per le armi è puramente teorico, e oltretutto non ha nulla a che vedere con loro; i combattimenti sono belli e ipnotici, ma le arti marziali sono un'altra cosa.
Il mio come non mi soddisfa pienamente, perché per un motivo o per un altro non riesco ad avere una effettiva costanza e soprattutto sono molto lenta nell'imparare, anche per miei limiti di personalità.

 Delle diverse attività svolte durante le lezioni, tra tecniche di difesa, circuito distruggi-fiato, tecniche a terra, affinamento tecniche al sacco o con i colpitori, sparring e allenamento sotto stress, trovo utilissime ma altrettanto complicate le ultime due, almeno per me. 
Qui giungiamo pian piano al mio perché: sono il tipo di persona che, se si trova in una situazione di pericolo, rimane paralizzata; il panico e la paura mi bloccano invece di farmi reagire. 
Al di là dell'apprendimento tecniche, che sono utili e mirate al minor danno plausibile e non solo possibile di chi si difende, queste vengono messe in pratica in situazioni il più realistico possibile: liberarsi da una presa al collo, quando sai di stare provando le tecniche e hai tutta la calma e il controllo del mondo, è un conto. Liberarti mentre qualcuno più forte di te ti spinge fino a stringerti contro il muro della palestra, è un altro. Questo è quello che si deve fare per capire effettivamente cosa sia provarle sul campo (e certamente non è comunque come trovarsi realmente in mezzo ad una situazione del genere).
 L'allenamento sotto stress è sul serio stressante, pesante e a volte frustrante, prevede diversi step e ancora dopo tanto tempo mi trovo spiazzata e mentalmente impreparata, ma è esattamente ciò che serve per allenare la mente a reagire, a non subire passivamente, ma anche a saper mantenere il controllo, a gestire lo stress di brutte situazioni, a non buttarsi subito a capofitto se non c'è effettivo pericolo (certo questo per me non è problema visto che ho la situazione opposta) e a guardarsi le spalle.
 La miglior difesa è prevenire, valutare, non peggiorare la situazione. Ma se proprio la situazione è pericolosa e non c'è via d'uscita, a fare il possibile per mantenere la propria incolumità. Ecco il perché pratico Krav Maga.

Agata Causale

venerdì 28 febbraio 2014

In previsione della festa delle donne


L'articolo che segue è stato scritto da una donna per le donne e pubblicato l'otto marzo 2012 in occasione della famigerata festa.
Nessuno è stato maltrattato durante la stesura dell'articolo, il quale non è stato scritto da una vecchia zitellona acida o da una nerboruta individua di stampo femminista.

"La festa della donna. In un paese dove se è vero che il sessismo c'è ed è una realtà, è altrettanto vero che la maggior parte delle esponenti del gentil sesso non si impegna per cambiare le cose. Però ci si deve ricordare della festa delle donne e festeggiare, diamine! Festeggiare cosa non l'ho mai capito.

Schiere di donne che si precipitano a prenotare improbabili serata con tronisti nudi o cene "solo al femminile", rigorosamente bandite agli uomini, che tutti solleciti comprano rametti di mimose e danno un bacio alla compagna facendole gli auguri.
Si donne, uscite pure a guardare i vostri tronisti nudi, senza ricordarvi che una donna è una donna sempre e non ha bisogno di nessuna giornata particolare a lei dedicata. Si festeggia la donna. E quindi? Che cambia? Dopo l'uscita con le amiche cosa sarà cambiato? Certo, poi magari con aria saputa qualcuna dirà: "si si ma certo,ovviamente ricordiamo le donne bla bla morte in quel terribile incendio che non ricordo quando sia avvenuto". Per forza non lo ricordi. Non te ne è mai fregato niente  e non bastano due parole sentite chissà dove per darsi l'aria da "quellaimpegnatachefalecoseperchèlesentedentro".
Peraltro, il terribile incendio non è mai avvenuto. Si ricollega ad un altro tragico fatto (l'incendio della ditta Triangle, nella quale effettivamente perirono tra le fiamme numerose operaie) ma che non ha nulla a che vedere con questa storia farlocca che circola di bocca in bocca. Un incendio che è avvenuto si in una fabbrica ma mai l'otto di marzo.

Riporto da Wikipedia:

"L'incendio di New York è uno degli eventi commemorati dalla Giornata Internazionale della Donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Giornata della donna. La connotazione fortemente politica della Giornata Internazionale della Donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York  facendo probabilmente confusione con l’incendio della fabbrica Triangle.".


Da praticante di krav maga , vedo come sia sempre più triste il panorama femminile. La bestia uomo ha senza dubbio le sue colpe ma, come dico sempre, lui si comporta in un certo modo, ma sono molte le donne che lo permettono.
Viviamo una situazione estremamente delicata e ne sono prova le notizie di cronaca sempre più drammatiche. 
Un profondo pessimismo mi spinge a pensare che non sempre esse sono inevitabili e, che se non possiamo educare l'uomo a non farci del male, allora dobbiamo educare noi stesse a reagire. E smettiamo di pretendere le mimose una volta l'anno, imparando a farci rispettare. In questo senso studiare autodifesa mi ha aiutata moltissimo.
Durante le lezioni lavoriamo in coppie sempre diverse, evitando il più possibile che due ragazze lavorino insieme, proprio per abituarsi all'approccio donna contro uomo. All'inizio ero timorosa, avevo paura di farmi male e di non riuscire a reagire alla tensione di un uomo che ti arriva addosso simulando un'aggressione.
Le prime volte le ho prese, ero piena di lividi e profondamente sfiduciata. Poi a poco a poco mi sono sbloccata e ho iniziato a darle, oltre che prenderle. Livido dopo livido ho capito che la mia era una paura solo immotivata. L'avversario può essere anche più alto, più forte, ma io non ho più paura di avere paura.

martedì 11 febbraio 2014

Krav Maga Woman - Evento 8 marzo 2014

Abbiamo il piacere di annunciare un evento dedicato alle donne, in data 8 marzo 2014.
Nei prossimi giorni forniremo date e orari.


giovedì 16 gennaio 2014

Manualistica - The fighting kukri


Titolo: The Fighting Kukri: Illustrated Lessons on the Gurkha Combat Knife
Autore: Dwight C. McLemore
Editore: Palladin Press
Data di pubblicazione: 2012
Lingua: Inglese
N.pagine: 302
ISBN: 610045726

ll kukri è un coltello nepalese di grandi dimensioni, facente parte dell'equipaggiamento dei Gurka.
Ha lama pesante e ricurva, tagliente sul lato concavo, larga dai 3 ai 10 centimetri. Quest'arma sortisce già un “deterrente psicologico” per chi lo vede, poichè la lama ricurva permette di arrecare ferite molto gravi al nemico (l’angolazione è una componente fondamentale per efficacia del taglio).




Su quest’arma ho sentito delle cose che hanno del leggendario…come se i Gurka armati di solo kukri fossero capaci di sbaragliare qualunque esercito.
  Aparte alcune storie tra il ridicolo e il fantasioso ritengo però che questa lama possa essere terribilmente efficace in caso di combattimento. Da qui la mia curiosità e voglia di conoscere meglio questa particolare arma.
Dato il mio interesse nell'imparare a maneggiarla, mi sono messo alla ricerca di un istruttore che potesse insegnarmi l’uso del kukri.
Alla fine non trovandone nelle vicinanze ho spostato la ricerca su testi che potessero darmi almeno delle nozioni accademiche, tenendo sempre presente che un libro non sostituisce un istruttore.
Mi sono perciò imbattuto in questo testo edito dalla Paladin Press ed essendo questa “un nome una garanzia” (anche perché ho letto già altre loro pubblicazioni) ero sicuro di non prendere una delusione.
Iil testo risulta essere di facile comprensione, sempre che conosciate l'inglese ed è molto dettagliato con disegni chiari e spiegazioni di impatto.
Quello però che mi ha maggiormente e positivamente sorpreso (al di la della didattica del testo) sono le espressioni sul combattimento, come viene rimarcata la differenza tra sport e sopravvivenza e i consigli per l’allenamento applicabili in qualsiasi stile armato e non.
Proprio per questo ho deciso di studiare anche gli altri testi dell’autore, sperando di trovare la stessa chiarezza e utilità.
Mi sento di consigliare The fighting Kukri di Dwight C. McLemore a tutti, al di la che possa essere interessati all’uso kukri o al combattimento armato, il testo è indubbiamente un utile strumento didattico per chi vuole ampliare le proprie conoscenze sul combattimento.
Qualora qualcuno volesse acquistarlo, è molto semplice da trovare su Amazon.it.